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Prima compare, poi scompare… Così evolve l’herpes labiale

Le diverse tappe del disturbo, dalle prime vescicole in poi: ecco che cosa succede.


Quasi tutti lo conoscono, pochissimi lo evitano, alcuni pazientemente ci convivono, sopportandone i periodici disagi. Insomma, dal virus dell’Herpes simplex di tipo 1 (HSV-1), il microrganismo responsabile delle antipatiche crosticine che compaiono più o meno frequentemente vicino alle labbra, sono davvero rare le persone che riescono a sfuggire.

Fortunatamente, si tratta di un virus innocuo, ma anche molto contagioso e capace di causare fastidi ricorrenti. La prima infezione da HSV-1, di solito, si verifica nell’infanzia, spesso prima dei cinque anni.

In questa occasione, le manifestazioni possono essere relativamente severe e comprendere, oltre alle piccole lesioni intorno alla bocca, anche gonfiore e infiammazione alle gengive, gengivostomatiti, mal di gola (faringiti), linfonodi del collo ingrossati e alterazione della salivazione, febbre, nausea e mal di testa. Di solito, questi disagi si attenuano nell’arco di un paio di settimane ed entro la terza il disturbo è completamente risolto.

La guarigione dal primo episodio non coincide, però, con la scomparsa del virus dall’organismo. L’HSV-1 è, infatti, in grado di infilarsi in un nervo, risalirlo fino alla radice e lì annidarsi (all’interno di strutture nervose chiamate “gangli”), rendendosi invisibile al sistema immunitario e, quindi, inattaccabile.

Può “dormire” anche per diversi anni

In questo stato di latenza, che può durare da alcuni mesi a diversi anni, il virus è come addormentato e del tutto silente. I problemi si ripresentano quando, per le ragioni più diverse, le difese immunitarie si riducono e l’HSV-1 è stimolato a risvegliarsi, uscire dal proprio nascondiglio e avviare un nuovo ciclo infettivo.

Quando ciò si verifica, le manifestazioni si limitano per lo più alla comparsa delle vescicole pruriginose e delle successive crosticine vicino alle labbra. Persone sane e non particolarmente predisposte possono sperimentare questi fastidi raramente, spesso con episodi distanziati di anni l’uno dall’altro.

Chi presenta difese immunitarie un po’ meno efficienti o una particolare predisposizione, invece, può ritrovarsi a fare i conti con l’HSV-1 molto spesso.